Il Grande Gatsby, dietro le quinte

Anonim

Deco in eccesso

Il film presentato all'apertura del 66° Festival di Cannes è lui! Il lungometraggio The Magnificent Gatsby succede così all'Australia e al Moulin Rouge nella saga dei film di Baz Luhrmann. Come per i precedenti lavori del regista, le sue scene ei suoi costumi sono importanti almeno quanto la storia raccontata. Una vera teatralizzazione dell'eccesso agli albori del Novecento, luoghi grandiosi, l'effervescenza dei ruggenti anni Venti, sullo sfondo del jazz. Decrittazione in pochi punti chiave.

Esuberanza

Scale enormi, soffitti a cattedrale, finestre sovradimensionate, lampadari XXL, modanature alle pareti, vasi giganteschi, tende mozzafiato, mobili Art Déco e luci soffuse: il trailer ambienta la scena e ci abbaglia. Insomma, il sogno americano degli anni '20. Almeno quello di Jay Gatsby, il protagonista del film, che corre di festa in festa. Aveva bisogno di un ambiente scintillante, dove il colore dell'argento e lo spirito mondano del tempo fossero onnipresenti per accoglierlo. Una cosa è certa, questa moltiplicazione di scenografie sontuose drammatizzate nello stile di un'opera rock, ci immerge nel mondo del personaggio esuberante incarnato da Leonardo Dicaprio… E non ci lascia indifferenti!

Uno spirito dandy

Dopo l'eccesso, lo stile dandy. Perché in fondo, qui, il cliché del dandy degli anni '20, perso in un mondo di jazz e alcol ufficialmente proibito, è onnipresente. Certo, chi dice dandy dice bei costumi, cappelli, adorazione di bellissimi oggetti decorativi, ma non solo! Con le donne, vediamo una profusione di piume, paillettes dorate e argentate, fronzoli e pizzi che si insinuano nell'arredamento. L'esuberanza va di pari passo con l'eleganza e la raffinatezza, sia nelle ambientazioni che nello stile dei personaggi.