Mi è sempre piaciuta l'idea degli scambi tra giardinieri, amici o tra vicini di casa
Sempre più francesi sono appassionati di giardini semi-selvatici, modellati secondo le stagioni e piantine naturali. La mano umana avendoli strutturati molto poco, hanno quel fascino indefinibile di paesaggi selvaggi che piace tanto a Noémie Vialard. Questo bretone d'adozione, ex vivaista e appassionato di giardinaggio, ha appena pubblicato un libro dedicato ai giardini spontanei. Attraverso questo libro ci regala una bellissima lezione di botanica, facendoci esplorare la natura dal naso alla terra per scoprire un aspetto insospettato del nostro giardino. Capire come vagano le piante, osservarle vivere in giardino, saperle riconoscere dalle prime foglie, accoglierle in casa… Questa è la grande avventura a cui ci invita Noémie Vialard. Deco.fr ha incontrato questa insolita giardiniera, tanto frizzante quanto appassionata.Come è nata l'idea di un libro sui giardini spontanei?
I giardini selvaggi, popolati da fiori erranti che sono arrivati lì in modo del tutto naturale, sono la mia preferenza rispetto ai giardini classici. Dopo aver completamente ridisegnato il mio giardino in Bretagna, che negli anni è diventato un grande spazio organizzato quasi esclusivamente dalla natura, mi sono preso il tempo di elencare e fotografare le piante che lo componevano. In questo libro che mi sta particolarmente a cuore, racconto la mia avventura, ma anche la mia concezione del giardino, descrivendo nel dettaglio le piante che vi fioriscono. Ci sono ovviamente consigli su come mantenere e valorizzare il proprio giardino, ma anche testimonianze di altri giardinieri che ci raccontano la propria esperienza. Vi elenco anche una sessantina di piante, più o meno note, che mi sono occupata di fotografare per due anni! Ho la fortuna di aver avuto carta bianca nei contenuti e nella forma, motivo per cui questo libro è molto simile a me…Qual è la tua concezione del giardinaggio?
Il giardino per me è un luogo che cresce senza trattamenti chimici, curato da tutta la piccola fauna che si diverte in mezzo a un'abbondanza di piante, metà ordinate, metà disordinate. Le piante fanno quello che vogliono… o quasi! Per quanto riguarda il giardinaggio in sé, lo vedo come un'attività di condivisione: mi è sempre piaciuta l'idea degli scambi tra giardinieri, amici o tra vicini di casa. Anche molti appassionati della natura mi hanno aiutato molto nella realizzazione del "giardino spontaneo"!

Che consiglio daresti a chi vuole coltivare il proprio orto spontaneo?
Si tratta prima di tutto di aprire gli occhi! Questa è per me la parola chiave, prima ancora del giardinaggio. Perché dietro ogni minuscolo germoglio si nasconde spesso un tesoro insospettato, che molti fanno a pezzi senza averlo visto crescere. Saper accettare i fiori di campo e fare in modo che ogni pianta possa convivere armoniosamente con la sua vicina. Come dico spesso, bisogna imparare a fare il giardinaggio a testa in giù: prima lasciate crescere le piante, poi tirate fuori quelle troppo invasive e non viceversa. Infine, consiglio vivamente a tutti i giardinieri di avere in casa un piccolo angolo vivaio, anche se ridotto a pochi metri quadrati. Piante e semi che sono "in eccesso" vengono immagazzinati lì, per offrirli o scambiarli quando si presenta l'occasione.
